CASALE M.TO: STAGIONE TEATRALE MUNICIPALE 2009-10

APERTURA STAGIONE
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Sabato 21 novembre 2009
KATAKLÓ in PLAY
ideazione di Giulia Staccioli
con Maria Agatiello, Elisa Mazzocchi, Paolo Benedetti
Eleonora Di Vita, Leonardo Fumarola, Serena Rampon
Marco Ticli, Marco Zanotti
coreografie di Giulia Staccioli in collaborazione con Jessica Gandini musiche originali di Ajad
regia di Giulia Staccioli
KA srl
in collaborazione con ASS. CULTURALE ETHNOSUONI DI CASALE MONFERRATO
Play è un lavoro ispirato allo sport e appositamente ideato per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi della Cultura di Pechino 2008. Lungo una linea immaginaria di corpo e mente, Play dà una scossa all’anima. Strutturato a quadri, ha la capacità di fagocitare lo spettatore in un incantesimo. Ipnotico. Immaginario. Come certe fiabe. Una corsa irrompe in scena, ruba il silenzio, il buio e il tempo diventano puro ritmo. Intuizioni geniali alludono al mondo acquatico di creature fantastiche che guizzano come sirene immerse in atmosfere lunari. Senza passi falsi due ballerine si fronteggiano. Un duello in punta di fioretto pronto a tirare una stoccata. Le forze in gioco esaltano una ballata beffardamente drammatica. Le coreografie orchestrano scenari inaspettatamente comici ma anche poeticamente evocativi. Gli artisti in scena giocano a costruire storie. Azioni e ambientazioni sono istantanee sotto l’effetto di ripresa e montaggio. Affascina la rilettura arguta di oggetti d’uso comune: bastoni, palloni, biciclette, occhiali e scarponi da sci. L’ordine delle cose si perde e si ricrea. Una porta da calcio, che incornicia l’azione divertente di un arbitro bizzarro, è l’attrezzo di aggancio per un portiere sospeso a testa in giù.
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GRANDE PROSA ore 21.00 (7 spettacoli)
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Martedì 1, mercoledì 2 dicembre 2009
FIORE DI CACTUS di Pierre Barillet & Jean-Pierre Gredy - traduzione di Gerardo Guerrieri con Franco Castellano e Eleonora Giorgi e con Giorgia Trasselli, Guglielmo Guidi, Fabrizio Alessandro Barbone, Andrea Garinei, Federica Montanelli e con Donatella Pompadour - scene di Alessandro Chiti - regia di Guglielmo Ferro - NAUTILUS PICTURES
"Fiore di Cactus" è lo spettacolo che ha immediatamente riscontrato un notevole successo di pubblico debuttando al Royale Theatre di Broadway a New York l'8 dicembre 1965 e proseguendo poi le repliche fino al 23 novembre 1968, per un totale di 1234 rappresentazioni e che aveva come protagonisti Lauren Bacall, Barry Nelson (il quale subentrò a Joseph Campanella prima del debutto nella parte del dott. Foch) e Brenda Vaccaro.
Antonia Marechal, amante di Giuliano, un affermato dentista, tenta il suicidio per amore di lui ma viene salvata dal vicino di casa: Igor. Preso dal rimorso, Giuliano decide di sposarla ma avendole sempre fatto credere di aver già moglie, è costretto a pregare Stefania, la sua infermiera, di prestarsi a recitare la parte della consorte favorevole al divorzio. Inizialmente reticente, Stefania Vigneau infine accetta, ma il coinvolgimento nella storia di personaggi quali Bebert, la Bionda, il Colonnello Cochet e la signora Durand, non faranno che complicare irrimediabilmente la vita a Giuliano il quale non fa che aggravare la sua situazione mentendo spudoratamente per cercare di salvare capra e cavoli. Stanca di essere coinvolta, suo malgrado, in una storia che le stravolge l'esistenza, Stefania decide di mettere fine alla serie di equivoci e rivela ad Antonia la sua vera identità. Antonia, indispettita per l'inganno, lascia Giuliano per Igor; e Giuliano, si accorge finalmente di Stefania, da sempre segretamente innamorata di lui, ma per tanti anni vissuta nell'ombra.
La commedia è la rivisitazione di un'antica e perenne favola che variando dosi ed ingredienti va da 'Cenerentola' a 'Pretty woman' e che è qui riproposta con credibile semplicità, brio e rara eleganza.

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Martedì 15, mercoledì 16 dicembre 2009
VITA DI GALILEO di Bertolt Brecht - traduzione di Emilio Castellani con Franco Branciaroli con (in o. a) Giancarlo Cortesi, Nicola Ciulla, Daniele Griggio, Giorgio Lanza, Dora Romano e con (o. a) Alessandro Albertin, Giulia Beraldo, Tommaso Cardarelli, Emanuele Fortunati, Jacopo Venturiero, Nicole Vignola - musiche di Germano Mazzocchetti - regia di Antonio Calenda - TEATRO DE GLI INCAMMINATI in coproduzione con TEATRO STABILE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA
Composto fra il 1938 e il 1943, il dramma fu rielaborato in almeno tre distinte riprese e costituì sempre un culmine nella produzione brechtiana: una sorta di "testamento spirituale". La storia percorre la parabola del grande scienziato pisano dal tempo dell'insegnamento a Padova agli ultimi anni vissuti forzatamente in "ritiro" a Firenze, sotto la sorveglianza della Santa Inquisizione: un'esistenza densa di entusiasmi, affermazioni, sconfitte, intuizioni. La rivelazione più clamorosa riguarda il Modello Copernicano: non è Galileo ad intuirlo per primo, ma per primo riesce a dimostrarlo scientificamente, grazie proprio all'uso di quel telescopio di cui si era impropriamente attribuito l'invenzione. Le conseguenze di tale dimostrazione sono dirompenti: la Chiesa non è disposta ad abbandonare la teoria tolemaica del geocentrismo, l'Inquisizione processa Galileo e gli pone una scelta fra le più laceranti. Restare fedele a sé stesso, agli allievi, accondiscendere fino in fondo alla propulsione della scienza e ad essa sacrificare la vita, oppure salvarsi, abiurando le teorie rivoluzionarie? Lo scienziato decide per la salvezza, anche se Brecht, pur condannandola, ci fa intuire che in questa scelta c'è comunque un perseguire anche la salvezza delle proprie scoperte.

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Martedì 12, Mercoledì 13 gennaio 2010
DIE PANNE ovvero LA NOTTE PIU’ BELLA DELLA MIA VITA di Friedrich Dürrenmatt - adattamento di Edoardo Erba con Gian Marco Tognazzi, Bruno Armando e con Giovanni Argante, Franz Cantalupo, Lydia Giordano e con la partecipazione di Lombardo Fornara regia di Armando Pugliese - INDIE OCCIDENTALI - NERAONDA

Un banale incidente, l’automobile in panne, costringe Alfredo Traps, rappresentante di tessuti, ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di un vecchio giudice in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo: ricelebrare alcuni importanti processi storici come quello a Socrate, a Gesù e a Federico di Prussia. Tra una bottiglia di vino e l'altra, Traps si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco si fa realtà…
La panne. Una storia ancora possibile (1956) di Friedrich Dürrenmatt è uno dei romanzi brevi più significativi in cui lo scrittore svizzero indaga le passioni e i sentimenti umani. Il testo, riproposto in teatro con la sapiente regia di Armando Pugliese, assume contemporaneamente i toni cangianti del leggero, del comico, dell'angosciante, del tragico e coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista. Il tema dominante è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi.

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Giovedì 21, venerdì 22 gennaio 2010
LA SCUOLA DELLE MOGLI
di Molière - uno spettacolo di e con Valter Malosti
TEATRO DI DIONISO/FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO
“Colgo nella pièce - scrive Malosti - un carattere visionario. Il delirio in cui sprofonda il protagonista al termine della commedia si trasforma in una vera e propria anatomia della rovina di cui è Arnolfo stesso l’artefice, come l’Alceste del Misantropo. Una volta stabilito il fatto che La scuola delle mogli non è una semplice farsa, dico anche che la farsa naturalmente deve conservarsi, perché se non si fa ridere con questo testo, si fallisce, e in questo contesto ripenso alla grande lezione delle farse alte e allucinate di Leo de Berardinis e del suo alter ego: il Leòn de Berardin di Scaramouche”. Attraverso un processo di ri­creazione del testo, cifra stilistica del suo lavoro, Malosti, “andrà alla ricerca della folgorante musica di Moliere, che nell’originale francese deflagra e scintilla per mezzo del verso e delle rime. I corpi, la partitura sonora, le visioni, dovranno colmare la perdita inevitabile di ricchezza nel voltare in italiano questa lingua che vibra con una corda quasi pre-mozartiana e trovare uno spazio nell’immaginario delle persone che condivideranno con noi questo viaggio, oggi”.
Valter Malosti
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Martedì 2, mercoledì 3 febbraio 2010
FLAGS di Jane Martin - traduzione di Luca Scarlini - cast in via di definizione - regia di Beppe Rosso
ACTI TEATRI INDIPENDENTI/FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO con il sostegno del SISTEMA TEATRO TORINO
Flags (Bandiere) di Jane Martin chiude la trilogia che Beppe Rosso con Acti ha costruito sulle pagine dell’autrice, una delle voci più dirompenti della scena americana degli ultimi due decenni: la sua opera, affidata a una scrittura secca e pungente, ha scandagliato con efficacia la realtà dei rapporti interpersonali nel chiuso della famiglia e nello spazio dell’istituzione, affrontando temi come divorzio, integrazione razziale, aborto, guerra e affrancandosi da ideologismi o schematismi da barricata.
Il testo affonda la reazione e la disperazione di una famiglia di fronte alla morte del figlio soldato professionista a Baghdad. La guerra rimane sullo sfondo e in primo piano emergono i drammi e i risvolti conflittuali che tale guerra provoca nel nostro mondo occidentale, comprese le ingerenze e le speculazioni dei massmedia. Il mondo mediatico che, molte volte, non solo si nutre dei conflitti umani ma li crea e li alimenta. La guerra vista dai famigliari di un soldato, che diventa guerra nei luoghi dove apparentemente regna la pace.
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Lunedì 22, martedì 23 febbraio 2010
LA CACCIA di Luigi Lo Cascio - liberamente ispirato a Baccanti di Euripide - uno spettacolo ideato da Nicola Console, Luigi Lo Cascio, Alice Mangano, Desideria Rayner con Luigi Lo Cascio e Pietro Rosa - regia di Luigi Lo Cascio
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
La caccia è un tentativo di variazione su uno degli innumerevoli motivi che compongono Baccanti di Euripide. È il risultato di una coniugazione fra teatro di parola a cui sa dare corpo in scena Luigi Lo Cascio, e un tessuto di contributi per immagini proveniente dal cinema di animazione, dall’utilizzo del suono elettronico e della video arte. La sua forma è quella di un “monologo multimediale” che esplora con un tratto e una poetica originale e densa di sensi il dialogo fra linguaggi artistici, mettendo in gioco il corpo e la voce, le visioni e i suoni, per raccontare l’ultima terribile notte di Penteo, ma anche per testare ancora una volta il valore comunicativo del teatro con forme di interazione artistica che ci rimandano ad un “artigianato-tecnologico” dal segno sorprendentemente innovativo.
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Martedì 23, mercoledì 24 marzo 2010
SOTTOBANCO
di Domenico Starnone - con Gaia De Laurentiis e Felice Della Corte
e con Riccardo Barbera, Silvia Brogi, Paolo Perinelli, Roberta Formilli, Carlo De Ruggieri
regia di Claudio Boccaccini
I MAGI - COMPAGNIA DEL TEATRO DELLA COMETA in collaborazione con ASSOCIAZIONE CULTURALE NOSTOS e TEATRO NINO MANFREDI
Torna in scena la fortunata commedia dell’ex-professore Domenico Starnone, che ha avuto anche una trasposizione cinematografica, e continua ad essere una esilarante e feroce occasione di riflessione sulle problematiche vecchie e nuove di una scuola che ancora non riesce a "decollare": dalla demotivazione dei professori, che talvolta sfiora anche l’ignoranza, alle piccole serpeggianti forme di corruzione, dal malcostume studentesco agli equilibrismi del corpo insegnante fatto di doppilavoristi, madri di famiglia in perenne servizio, quarantenni che corteggiano le studentesse, supplenti di supplenti, etc.. Ma se la scuola soffre di molti mali, se ne può anche ridere, e davvero di gusto: il cinismo con cui Sottobanco affronta un così delicato argomento crea fatalmente situazioni di esilarante fraintendimento, trasformando lo spaccato di un’istituzione sull’orlo della crisi in una narrazione che corre sul filo continuo della risata.
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PAROLE, SUONI E VISIONI ore 21.00 (3 spettacoli)
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Lunedì 21 dicembre 2009
SILLABARI
di Paolo Poli da Goffredo Parise - con Paolo Poli, Luca Altavilla, Alberto Gamberini, Alfonso De Filippis, Giovanni Siniscalco regia di Paolo Poli
PRODUZIONI TEATRALI PAOLO POLI - ASSOCIAZIONE CULTURALE - con il contributo di REGIONE TOSCANA - SISTEMA REGIONALE DELLO SPETTACOLO –
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI - DIREZIONE GENERALE PER LO SPETTACOLO VIVO
I Sillabari di Goffredo Parise sono come piccoli poemi in prosa. Scritti alla metà del secolo scorso ci sorprendono oggi con la loro freschezza, per l'immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile ed alta dei personaggi. Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora ingenui nella lotta per la sopravvivenza. Era l’Italia che cambiava velocemente nelle maglie di una lunga guerra e dava origine all’attuale bel paese. Lo spettacolo disegna alla brava figure e figurine dei vari racconti articolati fra gli anni 40 e 60, cui fanno eco le canzonette con la loro modesta letteratura quasi sciatta, ma assai pertinente alla realtà storica. Ancora una volta le varie ambientazioni sono di Emanuele Luzzati, galvanizzanti la grande pittura del novecento, i costumi sorprendenti di Santuzza Calì, le musiche allusive di Jacqueline Perrotin, le coreografie divertenti di Alfonso De Filippis e dappertutto la presenza del quasi centenario Paolo Poli dall’irrimediabile infantilismo congenito.
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Martedì 26 gennaio 2010
ORSON WELLES’ ROAST Un omaggio affettuoso scritto da Michele De Vita Conti e Giuseppe Battiston - con Giuseppe Battiston - musica originale di Riccardo Sala - aiuto regista Elia Dal Maso regia di Michele De Vita Conti
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA - in collaborazione con ELECTRIC TWINS THEATRE e IMAIE
Abbiamo provato ad evocare il grande maestro, per avere occasione di rendergli omaggio. È la forma più opportuna per farlo, ci è sembrata quella del roast che potremmo qui tradurre, più che letteralmente come “arrosto”, come “elogio al contrario”. Un feroce panegirico che i potenti e le celebrità, soprattutto nei paesi anglosassoni, si autoinfliggono, tramite amici e colleghi, per celebrare le grandi occasioni. Abbiamo cercato anche di immaginare come sarebbe un breve incontro con Orson Welles, se potesse, solo per un’ora, tornare a stare tra noi. Ci parlerebbe della sua vita, dei suoi film, della sua meno conosciuta carriera teatrale? Ci svelerebbe qualche segreto della sua tecnica straordinaria o spenderebbe tutto il tempo a disposizione a raccontare aneddoti esilaranti? Scaglierebbe, indignato, invettive contro i nemici di allora e gli orrendi tempi moderni o ne sorriderebbe bonariamente? Probabilmente tutto questo e chissà cos’altro ancora. Ci piace ricordarlo così. Genio infinito e grandissimo cialtrone. Senza nulla da nascondere, con ancora moltissimo da offrirci, per sempre in grado di stupirci.
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Domenica 14 marzo 2010
TERRA MATTA
dall'autobiografia di Vincenzo Rabito pubblicata da Giulio Einaudi Editore con Vincenzo Pirrotta - Amalia Contarini , Marcello Montalto, Alessandro Romano
Salvatore Lupo, Giovanni Parrinello, Mario Spolidoro - adattamento e regia di Vincenzo Pirrotta
TEATRO STABILE DI CATANIA
Un bracciante siciliano si è chiuso a chiave nella sua stanza e ogni giorno, dal 1968 al 1975, senza dare spiegazioni a nessuno, ingaggiando una lotta contro il proprio semi-analfabetismo, ha digitato su una vecchia Olivetti la sua autobiografia. Ha scritto, una dopo l'altra, 1027 pagine a interlinea zero, senza lasciare un centimetro di margine superiore né inferiore né laterale, nel tentativo di raccontare tutta la sua "maletratata e molto travagliata e molto desprezata" vita. Imprevedibile, umanissimo e vitale, Terra matta ci racconta le peripezie, le furbizie e gli esasperati sotterfugi di chi ha dovuto lottare tutta la vita per affrancarsi dalla miseria; per salvarsi la pelle, ragazzino, nel mattatoio della Prima e poi della Seconda guerra mondiale; per garantirsi un futuro inseguendo il sogno fascista del grande impero coloniale, per arrabattarsi, in mezzo a "brecante e carabiniere", tra l'ipocrisia e la fame del secondo dopoguerra; per tentare, a suo modo la scalata sociale con un matrimonio combinato e godere, infine, del benessere degli anni Sessanta.

Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00
Il programma potrebbe subire variazioni

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